studio
adulti
teatrodanza
75 minuti circa
Domenica 28 giugno, ore 20.30
La figura del Faust è una figura da rileggere nella nostra contemporaneità.
È una figura simbolica, si lega al tempo e allo spazio, si lega al naturale e al soprannaturale, al divino e all’uomo, all’uomo e al suo tormento.
Faust è la visione di transizione da un ordine a un altro, è colui che, in nome del sapere e di conoscenza della vita e della natura, distrugge tutto, per poi redimersi e ricostruire un equilibrio nuovo sulle macerie.
Annotazioni per un Faust è ricerca etica all’interno dell’estetica, è ricerca di eleganza all’interno della violenza del patto, è ricerca di un cambiamento ad ogni costo, a tutti i costi, sino alla dannazione.
Faust è fatto della pluralità della società contemporanea, bulimica di segni e simboli; è la molteplicità descritta da Calvino nelle “Lezioni Americane”, è la società da oltrepassare in cerca di un nuovo equilibrio.
Annotazioni per un Faust propone attraverso la propria modalità produttiva, una visione di arte partecipata alternativa, coinvolgendo nel processo creativo strutture che lavorano sul territorio, per riuscire a creare un confronto diretto con la comunità.
I QUADRI
– SOLILOQUIO: IL DUBBIO
Ah, tutto è simbolo e analogia!
Il vento che passa, la notte che rinfresca
sono tutt’altro che la notte e il vento:
ombre di vita e di pensiero.
(F. Pessoa – Faust)
Un danzatore abita uno spazio di pochi metri quadrati. A sostegno della sua danza si distinguono parole, frasi, un testo. Sono parti scelte del “Faust” di Goethe e di Pessoa, che intrecciate a pensieri degli autori dello spettacolo, aprono riflessioni sulla contemporaneità legate ai temi principali di questi tempi, in particolar modo osservando il disequilibrio esistente fra Uomo e Natura.
– INCONTRO : LA PAURA E L’AMORE
Il bello è una manifestazione
di arcane leggi della natura,
che senza l’apparizione di esso
ci sarebbero rimaste eternamente celate.
(Goethe – Faust)
I danzatori agiscono partiture coreografiche ispirate agli incontri di Faust: quello con Mefistofele e quello con Margherita, in un intreccio di legami che appartengono alla natura e all’amore, alla dannazione e alla possibile redenzione.
– SABBA: IL RITO
Una grossa nebbia raddensa la notte.
Odi risonare di grandi scrosci la foresta,
e i gufi svolazzare di qua e di là pieni di spavento!
Odi scheggiarsi le colonne di questi palagi di eterna verdura;
(Goethe, Faust)
Sabba è una danza corale con musiche originali eseguite dal vivo dal compositore e chitarrista Giorgio Mirto e la collaborazione di un coro di Montagna.
La danza sarà percussiva, ispirata agli animali e al bosco, caratterizzata da una forte ritualità. Questa danza “sabbatica” trasporta l’uomo verso il soprannaturale e si fa veicolo di richiamo, evocazione.
– EVOCAZIONI : LA MEMORI
“Caro diario…”.
Chi non ha provato
almeno una volta a riempire
una pagina bianca
cominciando con questa piccola frase?
(Archivio Dei Diari di Pieve Santo Stefano)
Ci siamo chiesti: cosa dovrebbe evocare un Sabba contemporaneo? Di cosa abbiamo bisogno per conoscere di più chi siamo e riuscire nell’atto di rivoluzione? La nostra risposta: conoscere vite, conoscere passato, conoscere intimamente i nostri luoghi. L’ultimo quadro prende vita attraverso un’attrice che interpreta una memoria del territorio, scelta di volta in volta in base al luogo di rappresentazione. La danza mantiene la sospensione onirica caratterizzante il progetto ANNOTAZIONI PER UN FAUST.
Per “Evocazioni” la Compagnia Natiscalzi DT collabora con L’archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano e con le strutture locali per cercare e trovare diari e memorie del territorio da evocare e raccontare.